ATTIVITÀ

© Musée Guimet, H. Vassal

IL MESTIERE

A partire dagli anni 70 la funzione di registrar, che al tempo non era ancora un mestiere, emerge in un contesto favorevole e si definisce rapidamente in confronto ad altre attività professionali:

Presa in conto della nozione di logistica applicata alla gestione delle collezioni e delle esposizioni, entità dei movimenti d’opere d’arte sempre più importante, presa in conto della conservazione preventiva a partire dall'inizio degli anni 80.

© C. Biro, Musée du Louvre,
Marc Nolibé

Non è quindi un caso se il primo servizio di Régie delle opere d’arte strutturato e identificato come tale appare in Francia in occasione della creazione del Centro Georges Pompidou alla fine degli anni 70 e dell'apertura del Musée d'Orsay.

L'inizio degli anni 80 è segnato dallo sviluppo delle Régie che si sostituiscono ai servizi già esistenti della documentazione e del “movimento delle opere”, molto spesso gestiti dal personale.

La metà degli anni 80 è segnata dalla professionalizzazione della funzione di registrar e la creazione di incarichi specifici su tutto il territorio nazionale e nella maggior parte delle istituzioni patrimoniali importanti: musei o istituzioni nazionali (Louvre, Arts décoratifs, Musée d’art moderne de la ville de Paris), grandi musei territoriali (musei di Grenoble, Saint-Etienne, Marseille, Villeneuve d'Ascq, Lille, Strasbourg, Toulouse, Amiens...), FRAC, centri d'arte, ecc.

I registrar cominciano a riferirsi a una vera e propria competenza specifica, di cui attingono le fonti dalla tradizione anglo-sassone dei Registrars. Spesso la trasmissione delle conoscenze passa attraverso l'esperienza e l'apprendimento pratico a contatto con i registrar di ruolo, i trasportatori, i restauratori, gli artisti, ecc.

In questo periodo di gestazione degli anni 80-90 il mestiere accumula delle conoscenze e sviluppa delle capacità che porteranno naturalmente i registrar, a partire dalla metà degli anni 90, a raggrupparsi in strutture associative.

La posta in gioco riguarda l'affermazione dell'identità professionale dei suoi membri, la promozione delle loro competenze e la possibilità di far conoscere meglio il mestiere di registrar a livello nazionale e internazionale.

I registrar tendono ormai a riconoscersi in un'identità professionale forte, comune , che culmina alla fine degli anni 90, con l'organizzazione simbolica nel 2000 della seconda Conferenza Europea dei Registrar a Parigi, il 14 e 15 novembre.

Questo attivismo va di pari passo con una certa riconoscenza istituzionale che, se ammette già da tempo la necessità di una funzione di “Régie delle opere d’arte”, non ha saputo integrare la vera dimensione del “mestiere”.

Riflessione effettuata con la Direzione dei Musei di Francia sulla funzione del registrar nei musei nazionali. Il prospetto qui sotto è una sintesi del documento elaborato dalla Direzione dei Musei di Francia, il documento originale è disponibile su richiesta.